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Una lunga storia d'amore



Ciao bimba,


ci ho messo un po’ per capirlo, e soprattutto per sentirlo chiaramente dentro di me, ma oggi io so esattamente cosa dirti. Per questo ho deciso di scriverti una lettera.

Sai, quando mi guardo allo specchio rivedo te nei miei occhi. Tutto il resto, il mio corpo, il mio viso, con il tempo è cambiato e continuerà a farlo. Ma i tuoi occhi, quello sguardo sognatore e profondo con cui hai sempre guardato il mondo che ti circondava è ancora qui, è sempre qui. Ed io ne sono tanto orgogliosa.

Sei sempre stata un'attenta osservatrice, forse un po' troppo silenziosa e introversa, ma comunque splendida. Tutti sono sempre stati fieri di te e ti hanno sempre voluto molto bene. Ricordi che a scuola ti chiamavano la Venere tascabile? Beh, quando ritorno in paese è così che alcuni ancora mi chiamano. È una bella cosa, non credi? Eppure io già immagino la faccia che faresti sentendomi dire queste parole. Abbasseresti gli occhi, tireresti un grande sospiro e il tuo volto si incupirebbe dietro un’espressione un po' assente e rassegnata. Avvertiresti quello stranissimo senso di vuoto alla bocca dello stomaco. A proposito quel pugno nello stomaco, ancora oggi che sono adulta mi capita di provarlo, e più spesso di quanto vorrei ammetterlo. E so che ti sentiresti così, perché a te tutta quell’attenzione se da una parte ti lusingava, dall’altra ti rendeva sempre un po' nervosa. Perché hai sempre avuto la sensazione di doverti sforzare tanto per essere all'altezza di tutte quelle aspettative. E invece piccola, tu ne sei sempre stata meritevole, a prescindere. E io sono davvero molto orgogliosa di te.


[...]


Ci sono giorni, lo ammetto, che ancora mi viene difficile guardarmi e descrivermi, qualificarmi, apprezzarmi, riconoscere tutti i miei punti di forza, le caratteristiche che mi distinguono dagli altri e che mi rendono la persona che sono. Solo con le mie parole, non con quelle degli altri. Perché in fondo per molto tempo mi è bastato guardare fuori da me stessa per intuirmi, per sapere io chi sono, o forse solo chi non sono. Per molti anni è così che mi sono autodeterminata, attraverso gli occhi degli altri. E questo mi rende un pò triste, perchè non sempre sono riuscita a proteggerti, a sostenerti, a incoraggiarti, ad amarti, come tu, più di chiunque altro, avresti meritato. Perché nell’ansia di sbagliare, preferivo non mostrare mai la vera me. E lei, disobbediente, comunque veniva fuori a sprazzi, anche quando io la soffocavo, come un fuoco d’artificio che poi in tutta fretta mi affannavo a spegnere, nella paura che esplodendo facesse troppo rumore. Su tutto questo comunque ci stiamo lavorando.


Oggi voglio dirti che tu sei sempre stata abbastanza, anche quando non ti sei sentita tale. E sei sempre stata coraggiosa, anche nei tuoi momenti di più grande fragilità, quando a ogni caduta hai comunque trovato la forza di rialzarti e di andare avanti. E negli anni, di salite talmente ripide, che a percorrerle quasi ti veniva meno il fiato, e di discese a strapiombo sulla paura, che un solo passo falso avrebbe potuto farti precipitare negli abissi dell’oblio, ne hai affrontate tante.

Sei stata forte tutte le volte che hai scelto le tue battaglie e per loro con valore hai lottato, senza dare ascolto agli altri, anche quando il loro punto di vista appariva più sensato. Sei stata forte tutte le volte che hai vissuto secondo i tuoi ideali, seguendo solo le regole del tuo cuore, rigettando tutte le imposizioni di una società che invece ti voleva schiava, del tuo essere donna, figlia, moglie, un giorno forse madre, del ruolo che essa aveva già deciso per te, prima ancora che tu nascessi. Per ragioni puramente storiche, politiche, geografiche, non perché a qualcuno importasse davvero la tua essenza. Per una casuale mescolanza di radici e retaggi culturali, che sin dall’inizio dei tempi caratterizzano la terra affascinante e maledetta in cui sei nata, e che impregnandola, lentamente la stanno avvelenando.

Piccola mia, le tue scelte di vita, tutti i passi che tu hai comunque mosso, anche quando per paura credevi di non potercela fare, sono loro la vera misura del tuo coraggio, e solo loro dimostrano la tua straordinaria forza d’animo, perché tu a ciò che volevano gli altri in realtà non ti sei mai piegata. E sei stata forte tutte le volte che hai erroneamente cercato negli altri un luogo da poter chiamare casa, uno spazio sicuro dove sentirti libera di essere chi sei e soltanto per quello amata. Perché poi hai imparato che solo noi siamo la nostra stessa casa. Sei stata forte anche quando hai capito che ciò che desideravi, la tua felicità, il tuo destino, era tutto ad un passo dalla tua più grande paura. La paura di prendere il volo e renderti conto di essere sempre stata sola. E con quella paura, per tutto questo tempo, tu hai comunque camminato. E la strada, per quanto impervia e difficile, ti ha vista crescere, con tutti i tuoi alti e bassi, e maturare. E ti ha vista diventar donna, ma soprattutto ti ha condotta qui, dove sono io oggi.

E proprio qui, in questo borgo della Baviera dove ora risiedo, io finalmente mi guardo allo specchio, e ti vedo. E oggi piccola voglio dirti che sei stata e rimani una persona straordinaria, perchè possiedi una bellezza interiore e una sensibilità rara che merita di essere tutelata e rispettata. Per questo prometto di custodirti gelosamente, come si custodisce il tesoro più prezioso. E ti mostrerò che il mondo possiede moltissimi colori e sfumature, e che può essere un posto meraviglioso e sicuro dove sentirti bene nella tua pelle, dove realizzarti senza rinunciare al tuo esser donna, dove diffondere la tua essenza, sprigionare la tua creatività, arricchire con la tua presenza, sviluppare e far esplodere le tue passioni. Da oggi io ti prendo per mano e, fianco a fianco, continueremo a crescere insieme, e sempre insieme cammineremo le strade del mondo, e attraverseremo altri luoghi e altri spazi, e vivremo con audacia e determinazione tutti i nostri sogni, al nostro ritmo, al nostro passo. E se avremo paura, basterà solo guardarci negli occhi, per ritrovare il coraggio di andare. E se ci sentiremo un po' perse, basterà solo fermarci un attimo e rileggere questa lettera per ritrovarci. Questa è la mia promessa d’amore per te.


Con profonda gratitudine,

la Donna che sei diventata



- solo una lettera d'amore -



1 a.m., 29.07.2023


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