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Quando il cuore si sveglia non fa rumore

La solitudine è il prezzo da pagare per proteggersi dagli altri, dai pericoli del mondo, dalle ferite, dagli spasmi del cuore, dalle onde che si infrangono tempestose contro gli argini della propria anima. La solitudine è una scelta. Se sei solo, sei al sicuro. Se concedi la tua anima a qualcuno, ti stai esponendo. La solitudine rende anche tristi e vuoti. È come una bolla avvolgente e irresistibile permeata di sottili radici, che lentamente penetrano sempre più a fondo nell’anima e si nutrono di tutto l’entusiasmo, della gioia di vivere, risucchiando lentamente, giorno dopo giorno, tutta la linfa vitale. La solitudine è come una prigione. Una bellissima prigione di lusso, enorme, maestosa, con centinaia di meravigliose stanze, tutte imbardate di lucenti dettagli in oro zecchino. Una gabbia accogliente e splendida che però non offre alcuna via di fuga.


Quando il cuore si chiude non fa rumore. Continua a battere.


Al suo rientro a casa, anche quella notte, aveva provato un insostenibile senso di vuoto. Ad ogni viaggio in treno verso il lavoro, ad ogni passo che distrattamente dava, ad ogni sguardo rivolto al cielo ricolmo di nuvole grigie e asfissianti, quel grande senso di vuoto interiore non lo abbandonava. Lui si limitava a trascinarlo con sé ovunque andasse, rassegnato, come un macigno opprimente incastonato da tempo immemore nel suo petto. Nei suoi preziosissimi libri, l’unico universo che aveva avuto veramente il coraggio di esplorare. Se ne andava in giro per il mondo tutto racchiuso in se stesso, un incantevole riccio, con i suoi occhi scuri e infinitamente dolci, apparentemente pacato e sicuro di sé. E proprio come un riccio, con gli anni, aveva sviluppato tutto attorno a sé una foltissima corazza di aculei spessi e pungenti. Era un uomo gentile, introverso, sapeva sempre come strappare un sorriso a chiunque e sapeva bene come rendersi utile. Non si era mai reso conto della sua bellezza, e questo lo rendeva ancora più affascinante. Era sempre stato curioso, interessato, gli piaceva studiare, conoscere nuovi mondi, nuove culture e immaginare le vite delle persone che le abitavano. Tutta questa esplorazione teorica gli regalava ogni giorno una piccola ma inebriante sensazione di scoperta, un senso di costante crescita per osmosi. Tuttavia, non era mai stato capace di immergersi completamente nelle profondità della sua stessa anima. Come chiunque anche lui aveva dei sogni. Non aveva però ancora avuto il coraggio di realizzarli.


Il suo cuore nell’ultimo periodo aveva inavvertitamente cambiato ritmo. L’incontro con un’altra cultura, quella volta, lo aveva destabilizzato. Lei non era speciale, era semplicemente diversa. Le sue parole, i suoi occhi, i suoi modi di fare, erano diversi. E tutta questa diversità se da un parte lo seduceva, dall’altra lo terrorizzava. La sua curiosità, tutto quell’incessante scorrere di informazioni, di idee, di pensieri, tutta quella onestà, quella passione, lo avevano semplicemente travolto. Non poteva fermarsi, ma non riusciva neanche ad abbandonarsi a quel fiume in piena. Uno scontro titanico tra testa e cuore. Tra ragione e sentimento. Tutta quella confusione non gli aveva permesso, non quella volta, di innalzare completamente la sua potente ed efficace corazza. La sua pelle chiara e nuda era rimasta a tratti scoperta, ed ora da alcune angolazioni era persino possibile scorgere il suo cuore pulsante, le sue vene rigonfie di nuova e giovane linfa vitale, i suoi sensi virili che, anche contro la sua volontà, sottopelle e grandiosi esplodevano.


Quando due cuori collidono non fanno rumore. Semplicemente battono insieme.


La consapevolezza che ora il suo cuore stesse battendo e che avesse cambiato il suo ritmo, che stesse persino iniziando a sincronizzarsi con il ritmo di un altro cuore, esterno al suo corpo, che non gli apparteneva e che forse mai gli sarebbe appartenuto, lo sconvolse. Non era preparato a tutto questo. E non sapeva cosa farsene di tutto quel sentimento, di tutto quel fuoco, di tutti quegli impulsi, se non poteva neanche concretizzarli. A che serve rendersi conto che si è ancora capaci di provare passione, di amare, se poi non è neanche concesso farlo? Una domanda lecita, ma insensata. Come poteva non accorgersi che amare non deve servire per forza a qualcosa o a qualcuno? Non si ama per interesse, per egoismo, per raggiungere uno scopo, per ottenere gratificazione, per cambiare vita, per sconfiggere i propri mostri. Amare è un dono. E un dono lo si accetta con gratitudine. Si ama senza ragione. Si ama perché non si può fare diversamente. Si ama a prescindere dalle condizioni, dalle circostanze, dalla possibilità di realizzare o meno quell’amore. Si ama per coraggio, non si ama per paura.


Quando il cuore si rompe non fa rumore. Rallenta solo un po’ il suo battito.


Il suo cuore ferito, come mare in tempesta, ora straripava violento e incontrollabile sulle fertili terre di quella fragile unione, riversando le proprie acque acide e velenose in ogni direzione. Di tanta bellezza ormai rimaneva ben poco. Solo qualche poesia, parole immense e senza valore, una dichiarazione d’amore senza tempo e affidata al moto perpetuo della sua anima. L’aveva persa, come si perde qualcosa che non si è mai veramente voluto. Ed era così preso dalla sua paura, accecato dalla sua rabbia, dal suo orgoglio, dal suo dolore, dai suoi tormenti interiori, che neanche se ne era accorto. Un evento passato tristemente inosservato. Un’assenza assolutamente irrilevante. Una perdita forse persino necessaria.


La vita delle persone è complicata. Il velo di egocentrismo che ogni giorno indossiamo non ci permette di carpire davvero il dolore degli altri. Ci limitiamo principalmente ad osservare il nostro. Crediamo che le vite altrui siano sempre migliori, più semplici, più interessanti. La vita degli altri non ci interessa sul serio. Ci focalizziamo solo su ciò che gli altri già hanno e noi no. Vogliamo solo regalarci un’altra ragione per piangerci addosso, per autocommiserarci. Siamo tutti egoisti. Siamo tutti peccatori. Ci sforziamo di vivere le nostre vite, come possiamo, trascinandoci dietro le nostre memorie, le nostre battaglie, le nostre sconfitte. Siamo padroni e artefici del nostro destino, siamo responsabili delle nostre azioni, siamo i timonieri delle nostre stesse navi. I mari che navighiamo però, quelli non sempre li scegliamo. A volte le tempeste arrivano e si abbattono su di noi, all’improvviso, e noi non siamo neanche preparati ad affrontarle. Altre volte anche le cose belle arrivano all’improvviso, ci piovono addosso, e noi non siamo pronti ad accoglierle. E va bene così. Non siamo tutti in fondo il risultato aleatorio di una infinita serie di fortuiti eventi ed occasioni perse?


Erano già trascorsi due mesi. Il rigido freddo invernale aveva finalmente lasciato il posto al primo tepore primaverile. Le piccole foglioline verde acido spuntavano gloriose sui rami degli alberi, incoronandoli. Anche le rondini erano tornate. L’aria fresca e inebriante sprigionava finalmente un sapore frizzante di vita e di nuove occasioni. Non l’aveva più sentita da allora e non ci aveva neanche più pensato. Forse tutta quella storia non era neanche stata reale. Doveva essere stato un sogno avvincente, di cui ormai si ricordava ben poco. In quelle notti placide, guardando il cielo stellato, sentiva forte dentro il suo cuore l’urgenza inspiegabile di dover compiere una scelta. Ma cosa c’era da scegliere? Non c’erano alternative. Non c’erano mai state. Di fronte a lui non si aprivano nuove strade, non c’era alcun bivio. Davanti ai suoi occhi c’era sempre stato un solo e unico sentiero. Doveva solo trovare il coraggio di compiere il primo passo e finalmente camminare. C’era sempre e solo stata la sua vita. Uno specchio in cui si era sempre rifiutato di guardare. Una gigantesca tela bianca immacolata ancora tutta da dipingere. Uno scrittore irriverente sepolto da strati di morbida e ostinata rassegnazione. Una incredibile storia d’amor proprio, di coraggio e di rinascita ancora tutta da scrivere.


Quando il cuore si sveglia non fa rumore. Batte più forte.


Lady Margot



Febbraio 2023

Quando il cuore si sveglia non fa rumore


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